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Carl Lewis

                   
Carl Lewis
Save The World Awards 2009 show06 - Carl Lewis.jpg
Carl Lewis ai Save the World Award 2009.
Dati biografici
Nome Frederick Carlton Lewis
Nazionalità bandiera Stati Uniti d'America
Altezza 191 cm
Peso 81 kg
Atletica leggera Atletica leggera
Dati agonistici
Specialità Velocità, salto in lungo
Record
100 m 9"86 (1991)
200 m 19"75 (1983)
Lungo 8,87 m (1991)
Lungo indoor 8,79 m Record mondiale (1984)
Società Santa Monica Track Club
Carriera
Nazionale
1979-1996 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti
Palmarès
Giochi olimpici 9 1 0
Mondiali 8 1 1
Giochi panamericani 2 0 1
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 19 marzo 2010

Frederick Carlton "Carl" Lewis (Birmingham, 1º luglio 1961) è un ex atleta statunitense, velocista e saltatore; è considerato uno dei più grandi atleti di tutti i tempi.

Soprannominato il figlio del vento, ha vinto 10 medaglie olimpiche, delle quali 9 sono d'oro e 1 d'argento, in quattro partecipazioni dal 1984 al 1996. Inoltre ha vinto 8 medaglie d'oro, una d'argento e una di bronzo ai campionati del mondo di atletica leggera, in quattro partecipazioni dal 1983 al 1993.

Indice

  Biografia

Carl Lewis crebbe a Willingboro, nell'area di Filadelfia. Una leggenda su di lui dice che i genitori, allora entrambi atleti, lasciavano il piccolo Carl a giocare nella fossa del lungo. Era come un ambiente naturale per lui, dunque.

All'età di 13 anni iniziò a gareggiare nel salto in lungo. Grazie alla sua alta velocità nello scatto, si comportava bene anche nello sprint, ma non era un gran partente per via delle lunghe gambe, che comunque gli consentivano di lanciare delle rimonte che sono passate alla storia. Nel 1980 Carl venne selezionato per la squadra olimpica statunitense, ma il boicottaggio americano dei Giochi di Mosca rinviò il suo debutto.

Nella stagione seguente, Lewis ottenne le migliori prestazioni annuali nei 100 metri e nel salto in lungo. Nella prima edizione dei campionati del mondo di atletica leggera (1983), Lewis ottenne i suoi primi titoli, conquistando la vittoria nei 100 metri, nel salto in lungo e nella staffetta 4×100.[1]

Ciò lo rese il grande favorito per le successive Olimpiadi di Los Angeles 1984. Partecipando anche ai 200 m, Lewis riuscì a ottenere una prestazione pari a quella di Jesse Owens del 1936, vincendo quattro medaglie d'oro.[2]

  Lewis sui blocchi partenza dei 100 metri, ai Mondiali di Helsinki del 1983.

Ai campionati del mondo di Roma del 1987 arrivò secondo nei 100, battuto dal canadese Ben Johnson, che in quella gara ottenne il primato del mondo con 9 secondi 83 centesimi. Sempre a Roma, Lewis ottenne il successo nel lungo e nella staffetta 4x100.[3]

L'anno seguente Lewis si apprestò ad ottenere altri quattro ori alle Olimpiadi del 1988. Ma le cose non andarono come previsto. Lewis arrivò secondo dopo Ben Johnson nei 100 m correndo in 9"92, nei 200 m venne battuto a sorpresa dal connazionale Joe DeLoach per pochi centesimi e la squadra della staffetta 4x100 m venne squalificata nelle batterie (nelle quali Lewis non corse), a causa di un cambio irregolare. Solo la gara del salto in lungo andò secondo le attese e Lewis non ebbe problemi a difendere il titolo, terminando sul gradino più alto di un podio tutto statunitense.

Accadde un fatto senza precedenti: Ben Johnson venne trovato positivo ai test antidoping.[4] e ammise di aver fatto uso di sostanze dopanti anche negli anni precedenti. In seguito a queste dichiarazioni Johnson fu squalificato e le sue medaglie d'oro del 1987 e 1988 furono ritirate, di conseguenza Lewis ricevette il titolo di campione mondiale e olimpico nei 100 m, inoltre i record di Johnson furono cancellati e il 9"92 realizzato da Lewis nella finale olimpica divenne il nuovo record mondiale sulla distanza.

Dopo il 1988, il predominio di Lewis nello sprint iniziò a svanire, anche se le sue prestazioni nel salto in lungo rimasero eccellenti. Trovò comunque degni sfidanti ai Campionati del mondo del 1991 a Tokyo, quando il connazionale Mike Powell vinse un emozionante duello testa a testa nel quale il leggendario record di Bob Beamon, che resisteva dal 1968, venne finalmente infranto. Powell arrivò primo con 8 metri e 95, mentre Lewis si fermò comunque ad un eccezionale 8 metri e 91 ventoso (superando per un centimetro lo storico primato di Beamon) incastonato in una serie di eccezionali salti superiori agli 8 metri e 80.[5]

Ma i Campionati giapponesi passarono alla storia anche per una epica finale dei 100 m. Il nuovo e più giovane avversario di Carl Lewis in questa competizione fu Leroy Burrell, favorito in quanto neo-primatista del mondo della specialità con 9 secondi e 90. Ma un'incredibile prestazione di Carl Lewis, con una progressione impressionante negli ultimi 30 metri, gli fece vincere l'ennesima medaglia d'oro segnando anche il nuovo primato mondiale con 9 secondi e 86. La gara, leggendaria, registrò inoltre il 9"88 di Burrell, il 9"91 dell'altro americano Dennis Mitchell e il 9"92 del britannico Linford Christie; anche il quinto e sesto classificato, rispettivamente Frank Fredericks e Raymond Stewart scesero sotto i 10", con 9"95 e 9"96. Tutti i primi sei classificati realizzarono la loro migliore prestazione, che fu anche, a seconda dei casi, record nazionale o continentale.[6]

Infine, sempre a Tokyo, Lewis ottenne l'oro anche nella 4x100 insieme ad una formidabile squadra che vedeva per 3/4 i componenti del podio dei 100 metri.

Alle Olimpiadi del 1992 di Barcellona, un altro duello nel salto in lungo tra Lewis e Powell venne deciso in favore di Lewis (per appena 3 cm, 8,67 m contro 8,64)[7] che vinse il suo terzo titolo olimpico consecutivo nel salto in lungo. Non riuscì invece, clamorosamente, a qualificarsi per i 100 e 200 m, ma fu comunque chiamato a far parte della staffetta 4x100 americana che vinse l'ennesimo oro, nella quale corse, come suo solito, in ultima frazione realizzando il record del mondo.

Negli anni seguenti, Lewis non ottenne nessun titolo importante (finì terzo ai mondiali di Stoccarda nei 200 m e addirittura quarto nei 100).[8]

Nel 1996 - a 35 anni - fece ritorno nel salto in lungo e scommise sul quarto titolo olimpico consecutivo. Lewis vinse con notevole facilità, divenendo il terzo atleta a vincere quattro titoli olimpici consecutivi in una disciplina individuale - gli altri due sono Al Oerter (lancio del disco, 1956-1968) e Paul Elvstrøm (vela, 1948-1960). Lewis e Oerter sono gli unici due ad aver vinto nella stessa specialità;[2] Elvstrøm vinse in due discipline diverse. Se Lewis si fosse qualificato per correre nella staffetta 4×100 m, avrebbe potuto vincere la sua decima medaglia d'oro, sorpassando il connazionale Ray Ewry come campione olimpico di maggior successo tra gli uomini.

Nel 1990, durante la sua attività agonistica, per motivi etici e religiosi divenne vegano,[9] e al riguardo dichiarò:

« Ho scoperto che un atleta non ha bisogno di proteine animali per essere un atleta di successo. Infatti il mio migliore anno nelle competizioni di atletica leggera è stato quando mi sono convertito al veganismo »
(Carl Lewis)

Carl Lewis incise un singolo intitolato "Break It Up" nel 1987 con il suo gruppo: Carl Lewis and the Electric Storm.

Dopo i Giochi di Atlanta annunciò l'intenzione di ritirarsi, ma non immediatamente, bensì dopo un'ulteriore stagione che in pratica fu un lungo ritiro.[10]

Durante la propria carriera Carl Lewis ha detenuto i seguenti record del mondo:

  • 100 metri piani: 9"86 (Bandiera del Giappone Tokyo, 25 agosto 1991) (Record detenuto fino al 6 luglio 1994)
  • Staffetta 4×100 metri: 37"40 (Bandiera della Spagna Barcellona, 8 agosto 1992) (Record detenuto fino al 22 agosto 2008)
  • Salto in lungo indoor: 8,79 m (Bandiera degli Stati Uniti New York, 27 gennaio 1984) (Attuale record)

Ha fatto inoltre registrare la punta di velocità più alta con 43,373 km/h, poi battuto da Usain Bolt che nella finale dei 100 m ai campionati del mondo di Berlino ha raggiunto la velocità di punta di 44,72 km/h.

Il 16 ottobre 2009 è stato nominato Ambasciatore di buona volontà dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO).[11]

Nel 2010 è stato ospite per una sera al programma Ballando con le stelle e ha danzato in coppia con la ballerina professionista Nancy Berti.

  Questione doping

Nel 2003 il dottore Wade Exum, direttore del controllo anti-doping del Comitato Olimpico degli Stati Uniti ha rivelato e poi documentato con 30 000 pagine di documenti i casi di positività degli atleti statunitensi (oltre 100), coperti dal comitato olimpico americano;[12] tra questi oltre a Carl Lewis (positivo per efedrina, pseudoefedrina e fenilpropanolamina nel 1988), Joe DeLoach, Andre Phillips, Mary Joe Fernandez, Alexi Lalas.

In un'intervista al quotidiano Orange County Register lo stesso Lewis ha smentito di essere risultato positivo per tre volte.

  Sospetti su Usain Bolt

In un'intervista a Sports Illustrated, Lewis afferma di avere dei dubbi di doping sull'attuale campione e primatista della velocità Usain Bolt, dovuti al fatto che è passato da 10"03 a 9"69 a distanza di solo un anno, che la Giamaica non ha un programma antidoping come gli Stati Uniti, ma anche che tra gli atleti che sono scesi sotto i 9"80 tre sono stati trovati positivi ed uno è rimasto fuori per un anno.

Tra l'altro dice di non aver apprezzato il paragone fatto dal presidente della IAAF Lamine Diack, che ha detto di aver preferito i tre ori con record a Pechino 2008 di Bolt che i quattro di Lewis a Los Angeles 1984, sostenendo che non si deve dare troppa importanza ai record ma ai meriti.[13]

  Politica

L'11 aprile 2011 ha annunciato la sua intenzione di candidarsi per i democratici ad un seggio del Senato del New Jersey, dove ha studiato e mosso i primi passi da atleta.[14]

  Record nazionali

  Seniores

  • Salto in lungo indoor: 8,79 m (Bandiera degli Stati Uniti New York, 27 gennaio 1984) Record mondiale

  Progressione

  Palmarès

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
1979 Giochi panamericani Bandiera di Porto Rico San Juan Salto in lungo Bronzo Bronzo 8,13 m
1983 Mondiali Bandiera della Finlandia Helsinki 100 metri Oro Oro 10"07
Salto in lungo Oro Oro 8,55 m
4×100 metri Oro Oro 37"86
1984 Giochi olimpici Bandiera degli Stati Uniti Los Angeles 100 metri Oro Oro 9"99
200 metri Oro Oro 19"80 Record olimpico
Salto in lungo Oro Oro 8,54 m
4×100 metri Oro Oro 37"83
1987 Giochi panamericani Bandiera degli Stati Uniti Indianapolis Salto in lungo Oro Oro 8,75 m
4×100 metri Oro Oro 38"41
Mondiali Bandiera dell'Italia Roma 100 metri Oro Oro 9"93
Salto in lungo Oro Oro 8,67 m
4×100 metri Oro Oro 37"90
1988 Giochi olimpici Bandiera della Corea del Sud Seul 100 metri Oro Oro 9"92 Record olimpico
200 metri piani Argento Argento 19"79
Salto in lungo Oro Oro 8,72 m
1991 Mondiali Bandiera del Giappone Tokyo 100 metri Oro Oro 9"86 Record mondiale
Salto in lungo Argento Argento 8,91 m
4×100 metri Oro Oro 37"50
1992 Giochi olimpici Bandiera della Spagna Barcellona Salto in lungo Oro Oro 8,67 m
4×100 metri Oro Oro 37"40 Record mondiale
1993 Mondiali Bandiera della Germania Stoccarda 100 metri 10"02
200 metri Bronzo Bronzo 19"99
1996 Giochi olimpici Bandiera degli Stati Uniti Atlanta Salto in lungo Oro Oro 8,50 m

  Riconoscimenti

  Note

  1. ^ (EN) Risultati campionati del mondo Helsinki 1983. IAAF.org. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  2. ^ a b (EN) Carl Lewis biography and olympic results. Sports-Reference. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  3. ^ (EN) Risultati campionati del mondo Roma 1987. IAAF.org. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  4. ^ (EN) «1988: Johnson stripped of Olympic gold», BBC. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  5. ^ Roberto Quercetani. «Solo Lewis riesce a infiammare i giapponesi Pero' Powell nel lungo batte Carl e Beamon», La Gazzetta dello Sport, 29 luglio 1997. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  6. ^ (EN) Risultati 100 metri uomini, Tokyo 1991. IAAF.org. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  7. ^ (EN) Risultati salto in lungo uomini, Barcellona 1992. Sports-Reference. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  8. ^ (EN) Risultati campionati mondiali Stoccarda 1993. IAAF.org. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  9. ^ (EN) Carl Lewis on Being Vegan. earthsave.org. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  10. ^ Massimo Lopes Pegna. «Lewis, addio alle piste l' America lo applaude», La Gazzetta dello Sport, 14 settembre 1997. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  11. ^ Incontra gli Ambasciatori di buona volontà - Carl Lewis. FAO.org. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  12. ^ (EN) Jacquelin Magnay. «Carl Lewis's positive test covered up», smh.com.au, 18 aprile 2003. URL consultato in data 19 marzo 2010.
  13. ^ «Lewis, veleno su Bolt "Folle non avere sospetti"», Gazzetta.it, 12 settembre 2008. URL consultato in data 9 gennaio 2011.
  14. ^ Davide Chinellato. «Carl Lewis, avventura in politica. Corre al Senato del New Jersey», Gazzetta.it, 11 aprile 2011. URL consultato in data 12 aprile 2011.

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