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Province dell'Italia

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Repubblica Italiana

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Categorie: Politica, Diritto e Stato
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La provincia, in Italia, è un ente locale territoriale il cui territorio è per estensione inferiore a quello della regione (della quale, a sua volta, fa parte) e comprende il territorio di più comuni. La disciplina delle Province è contenuta nel titolo V della parte II della Costituzione (artt. 114 ss.) e, ovviamente, in fonti primarie e secondarie che attuano il disposto costituzionale. Tranne quelle autonome, tutte le province fanno parte dell'Unione delle Province d'Italia (Upi).

Indice

Informazioni generali

Attualmente le province italiane sono territorialmente 110, cui corrispondono 107 Amministrazioni Provinciali membre dell'UPI, suddivise in 20 regioni.

  • Per la Valle d'Aosta le competenze provinciali vengono espletate dalla regione, per cui non esiste l'Amministrazione Provinciale.
  • Le province autonome di Bolzano e Trento hanno competenze di tipo provinciale, regionale e statale, e vengono usualmente trattate come vere e proprie regioni.
  • Le quattro nuove province sarde di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio non avranno necessariamente uffici statali provinciali (Prefettura-UTG, Banca d'Italia, Questura etc.) in quanto la loro istituzione è facoltativa, ma sono sede degli organi provinciali e di uffici regionali decentrati.
  • Le nove circoscrizioni provinciali della Sicilia sono state soppresse dallo Statuto regionale e tecnicamente sostituite con LR n. 9/1986 da un pari numero di "Province regionali" formate come liberi consorzi comunali.
  • A causa della presenza di 5 province con 2 capoluoghi (Pesaro-Urbino, Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias) e di 1 provincia con 3 capoluoghi (Barletta-Andria-Trani), i capoluoghi provinciali italiani sono 117 a fronte di sole 110 province (Aosta è un capoluogo regionale, ma è considerata nelle statistiche anche come capoluogo provinciale in quanto la regione vi svolge anche tali funzioni).

Denominazione delle province

La denominazione delle province in Italia è per la maggior parte quella del capoluogo, con alcune eccezioni.

Statistiche

Province più estese e meno estese
Pos.ProvinciaSuperficie
(km2)
1 Bolzano7.396
2 Foggia6.966
3 Cuneo6.902
4 Torino6.829
5 Cosenza6.650
6 Perugia6.332
106 Lodi782
107 Gorizia466
108 Monza e Brianza405
109 Prato365
110 Trieste212
Province più densamente popolate e meno densamente popolate
Pos.ProvinciaDensità
(ab./km2)
1 Napoli2.625
2 Monza e Brianza2.068
3 Milano1.961
4 Trieste1.116
5 Roma767
106 Grosseto50,1
107 Olbia-Tempio45,3
108 Nuoro41,0
109File:StemmaVdA.JPG Aosta38,9
110 Ogliastra31,3

Storia dell'istituto provinciale

Lapide commemorativa del congresso delle province italiane del 1898 presente presso il Palazzo Reale di Torino

Nello Stato sabaudo preunitario l'ordinamento provinciale era stato definito dal Regio Decreto 3702 del 23.10.1859 (cosiddetto Decreto Rattazzi) che, sul modello francese, aveva stabilito l'organizzazione del territorio in Province, Circondari, Mandamenti e Comuni. La provincia nasceva così come Ente locale dotato di propria rappresentanza elettiva e di un'amministrazione autonoma: un collegio deliberante (il Consiglio provinciale) e di un organo esecutivo-amministrativo (la Deputazione Provinciale) presieduta dal Governatore, poi Prefetto, di nomina regia.

Nel 1865 la legge Lanza segnò una tendenza accentratrice. La legge stabiliva che il governo della provincia - la Deputazione - era costituito da 10 membri, eletti dal Consiglio provinciale, e dal Prefetto che "la presiede e la convoca".

Nel 1889, con il primo di una serie di testi unici, venne introdotto il principio elettivo nella nomina del presidente della Deputazione provinciale (già di diritto il Prefetto); gli organi della Provincia venivano così ad essere: il Consiglio, la Deputazione, il presidente della Deputazione. Veniva inoltre fissata in cinque anni la durata del Consiglio, con un rinnovo annuale di un quinto dei Consiglieri, determinati per sorteggio (il suffragio amministrativo per censo era infatti ancora molto ristretto); la Deputazione si rinnovava invece di metà ogni anno.

Nel 1898 la durata del Consiglio veniva portata a sei anni, con rinnovo triennale di metà dei Consiglieri, scelti per sorteggio. La Deputazione si rinnovava invece per intero ogni tre anni.

La principale riforma dell'istituto della Provincia venne con il testo unico della legge comunale e provinciale del 1915. Consiglio e Deputazione venivano da allora eletti integralmente ogni quattro anni. Con l'art. 14, inoltre, il suffragio universale (già esteso dal 1914 alle elezioni politiche) venne esteso alle elezioni amministrative. L'elettorato attivo venne concesso a tutti i cittadini maschi maggiori di 30 anni (inclusi gli analfabeti), mentre per i 21-30enni permanevano le condizioni di censo, istruzione e servizio militare per l'accesso al voto. Il testo unico del 1915 raccoglieva così un'evoluzione trentennale, che vedeva il sistema amministrativo italiano distaccarsi dallo schema francese napoleonico. La configurazione dell'istituzione provinciale veniva così regolata nei suoi organi costitutivi, nei suoi compiti, nei proventi e nelle spese ad essa attribuite.

Il regime fascista, con la sua tendenza accentratrice ed antidemocratica, abolì il criterio elettivo nella formazione degli organi provinciali. Consiglio e Deputazione vennero così sostituiti dal Rettorato (di 4, 6 o 8 rettori in base alla popolazione della provinciale) e dal Preside, di nomina regia, che accentrava le competenze della Deputazione e del suo Presidente.

Il dopoguerra porta il voto alle donne anche a livello provinciale, grazie al Decreto Legislativo Luogotenenziale n.23 del 1° febbraio 1945.Le Province vennero ricostituite lentamente in senso democratico: prima con il ripristino delle delegazioni (1945), quindi con la ricomparsa dei Consigli Provinciali (1951). La Legge 122/1951 fissava a 45 il numero dei consiglieri provinciali, e ad 8 (+2 supplenti) i membri della Giunta provinciale, che sostituiva la Delegazione come organo esecutivo. Il Prtesidente della Provincia, eletto dal Consiglio tra i suoi componenti, ricopriva sia la carica di presidente del Consiglio provinciale che quella di presidente della Giunta.

Un importante intervento legislativo di riforma venne con la Legge n.142/1990: per la prima volta i Comuni e le Province potevano adottare un proprio Statuto ed istituire regolamenti. Nello Statuto vengono stabilite le norme fondamentali di organizzazione dell'ente e le attribuzioni degli organi, l'ordinamento degli uffici e dei servizi pubblici, le forme di collaborazione tra comuni e province, di partecipazione popolare, di decentramento, di accesso dei cittadini alle informazioni ed ai provvedimenti amministrativi, oltre alla nuova figura del Difensore civico. Infine, la legge prevedeva un nuovo istituto, la città metropolitana, per le aree urbane più dense; tuttavia non vi sono ancora seguite leggi regionali di attuazione.

La legge n.81 del 25 marzo 1993 stabilì l'elezione diretta a suffragio universale dei presidenti di provincia e dei sindaci.

L'ultima compilazione ed evoluzione delle norme amministrative degli enti locali è venuta con il Testo unico sull'ordinamento delle autonomie locali (Legge 267/2000).

Evoluzione delle province italiane

Nel 1861 all'istituzione del Regno d'Italia le province erano solamente 59 e il territorio nazionale non comprendeva le attuali regioni del Veneto (più la parte della provincia di Mantova a sinistra del fiume Oglio), del Friuli-Venezia Giulia, del Trentino-Alto Adige (che erano ancora sotto il dominio dello stato asburgico) e del Lazio (che era rimasto allo Stato Pontificio). Invece furono riordinate nelle nuove province dello stato italiano il circondario di Rieti, allora in provincia di Perugia (già parte dello Stato Pontificio, che fu annesso al nuovo stato italiano dopo l'invasione sabauda), e i circondari di Cittaducale in provincia dell'Aquila e di Gaeta e Sora in provincia di Terra di Lavoro) che facevano parte del Regno delle Due Sicilie (anch'essi annessi a seguito dell'invasione delle truppe savoiarde e dei Mille di Garibaldi).

Nel 1866, a seguito della guerra tra Regno d'Italia ed impero austriaco sono stati annessi i territori del Veneto (incluso il Friuli) e del mantovano, precedentemente appartenenti all'Impero Austriaco, con l'inglobamento delle previgenti 8 province asburgiche (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Udine), cui segue nel 1868 la provincia di Mantova e nel 1870, a seguito dell'annessione della futura capitale, Roma, portando il numero complessivo di province nel Regno a 69.

Nel 1920, a seguito della prima guerra mondiale conclusasi con l'annessione della Venezia Tridentina (fino al Brennero) e della Venezia Giulia (da Trieste a Zara esclusa Fiume) viene istituita la provincia di Trento e nel 1923 le tre province della Spezia, di Trieste e dello Ionio, mentre la provincia di Porto Maurizio viene ridenominata provincia di Imperia. Già nel 1921, la provincia di Terra di Lavoro viene ridenominata provincia di Caserta. Nel 1924 vengono inoltre istituite le province di Fiume, di Pola e di Zara, portando il numero delle province a 76.

Riordino delle circoscrizioni provinciali

Nel 1927 ad effetto del Regio Decreto Legislativo n. 1/1927 del 02.01.1927 "Riordinamento delle circoscrizioni provinciali" si ha l'istituzione di ben 17 province (Aosta, Vercelli, Varese, Savona, Bolzano, Gorizia, Pistoia, Pescara, Rieti, Terni, Viterbo, Frosinone, Brindisi, Matera, Ragusa, Castrogiovanni, Nuoro) e la soppressione della provincia di Caserta. Nello stesso anno vengono soppressi i circondari che costituivano circoscrizioni subprovinciali sedi di sottoprefettura e tribunale.

Nello stesso anno Castrogiovanni viene ridenominata Enna e Girgenti Agrigento. Nel 1930 Spezia diviene La Spezia e la provincia di Fiume rinominata in provincia del Carnaro, mentre nel 1931 Bari delle Puglie diviene Bari.
Altre integrazioni si hanno nel 1934 con la provincia di Littoria e, nel 1935 con la provincia di Asti.
Nel 1939 la provincia di Aquila degli Abruzzi diviene provincia dell'Aquila e nel 1940 la provincia del Friuli viene rinominata provincia di Udine. Nel 1941, a seguito dell'aggressione alla Jugoslavia, la provincia di Zara entra a far parte del Governatorato della Dalmazia (comprendente le province di Zara, Spalato e Cattaro), mentre nell'odierna parte centrale della Slovenia occupata dall'Esercito Italiano viene istituita la Provincia di Lubiana. Queste modifiche portano le province del regime a 95 (escluse le zone di occupazione, i governatorati e le colonie).

Secondo dopoguerra

Alla fine della seconda guerra mondiale nel 1945 la provincia di Aosta viene rinominata Valle d'Aosta, Littoria cambia nome in Latina e viene restituita la provincia già soppressa di Caserta. Nel 1946 la provincia di Apuania (così rinominata nel 1938) torna ad assumere il nome di provincia di Massa Carrara e nel 1947 l'Italia perde con il Trattato di Parigi del 10 febbraio 1947 le province dell'Istria, del Carnaro e la Dalmazia nonché parte del territorio di quelle di Trieste e Gorizia, mentre la stessa provincia di Trieste (zona A) viene occupata in Territorio Libero dalle forze statunitensi e britanniche e di fatto esclusa dall'Italia. Alla nascita della Repubblica l'Italia ha un totale di 91 province effettive. Nel 1948 la provincia della Valle d'Aosta viene soppressa e ne vengono trasferite le competenze alla neonata Regione Autonoma mentre con lo Statuto della Regione Siciliana (1946) le circoscrizioni provinciali siciliane vengono soppresse e sostituite da liberi consorzi comunali, denominati "province regionali" con successiva L.R. no. 9 del 1986.

La situazione rimane immutata per oltre 30 anni fatta salva nel 1951 la ridenominazione della provincia dello Ionio in provincia di Taranto e il rientro in Italia nel 1954 della provincia di Trieste.

Storia recente

Nel 1968 viene istituita la provincia di Pordenone, cui segue nel 1970 quella di Isernia e nel 1974 quella di Oristano, per un totale di 95 province (inclusa la Valle d'Aosta).

L'incremento diviene più sostanziale nel 1992 con la creazione di ben 8 province: Verbano-Cusio-Ossola, Biella, Lecco, Lodi, Rimini, Prato, Crotone, Vibo Valentia, mentre Forlì viene rinominata Forlì-Cesena.

Nel 2001 la Regione Autonoma della Sardegna istituisce 4 province divenute operative nel 2005, Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias mentre nel 2004 il Parlamento ha istituito le 3 province di Monza e della Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani che sono divenute operative nel 2009 portando il numero complessivo delle province geografiche a 110.

AnnoNumero province
186159
186667
186868
187069
192070
192373
192476
192793
193494
193595
194198
194596
194791
195492
196893
197094
197495
1992103
2001107
2004110

Elenco delle province

Di seguito una tabella contenente i dati di popolazione, superficie e densità abitativa, numero di comuni e regione di appartenenza delle 110 province (inclusa la Valle d'Aosta, il Trentino e l'Alto Adige). Gli enti sono ordinati per popolazione[1] e secondo la consistenza numerica del Consiglio provinciale.[2] Il PD controlla il maggior numero di province.

Oltre 3.000.000 abitanti

Le seguenti province sono dotate di un Consiglio di 45 membri ed una Giunta di massimo 12 assessori (art 47. D.lgs 267/2000 modificato da art. 2, comma 23, L. 244/2007).

ProvinciaSiglaRegione
amministrativa
Popolazione
(ab.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Comuni
(N°)
Presidente
RomaRMLazio4.135.7295.352773121Nicola Zingaretti (PD)
MilanoMILombardia3.116.8311.5791.974134Guido Podestà (PdL)
NapoliNACampania3.078.0381.1712.62992Luigi Cesaro (PdL)

Tra 700.000 e 3.000.000 di abitanti

Le seguenti province sono dotate di un Consiglio di 36 membri ed una Giunta di 12 assessori.[3]

ProvinciaSiglaRegione
amministrativa
Popolazione
(ab.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Comuni
(N°)
Presidente
TorinoTOPiemonte2.290.9906.829335315Antonio Saitta (PD)
File:Provincia di Bari-Stemma.gif BariBAPuglia1.252.2493.82132841Francesco Schittulli (PdL)
PalermoPASicilia1.244.6804.99224982Giovanni Avanti (UdC)
BresciaBSLombardia1.230.1594.783257206Daniele Molgora (LN)
SalernoSACampania1.106.0994.918225158Edmondo Cirielli (PdL)
CataniaCTSicilia1.084.9773.55330558Giuseppe Castiglione (PdL)
BergamoBGLombardia1.075.5922.723395244Ettore Pirovano (LN)
FirenzeFIToscana980.6633.51527744Andrea Barducci (PD)
BolognaBOEmilia-Romagna980.1753.70226460Beatrice Draghetti (PD)
PadovaPDVeneto920.9032.142430104Barbara Degani (PdL)
VeronaVRVeneto908.4923.12029198Giovanni Miozzi (PdL)
CasertaCECampania904.1972.640342104commissariata
GenovaGELiguria884.6351.83948167Alessandro Repetto (PD)
TrevisoTVVeneto879.4082.47735595Leonardo Muraro (LN)
VareseVALombardia871.4481.199727141Dario Galli (LN)
VicenzaVIVeneto861.7682.723316121Attilio Schneck (LN)
VeneziaVEVeneto853.7872.46134744Francesca Zaccariotto (LN)
Monza e BrianzaMBLombardia838.3674052.06855Dario Allevi (PdL)
LecceLEPuglia812.6582.75929597Antonio Gabellone (PdL)
CosenzaCSCalabria733.5086.650110155Mario Oliverio (PD)

Tra 300.000 e 700.000 abitanti

Le seguenti province sono dotate di un Consiglio di 30 membri ed una Giunta di 10 assessori.[4] Leggi costituzionali specifiche regolano invece le due entità sui generis del Trentino e dell'Alto Adige.

ProvinciaSiglaRegione
amministrativa
Popolazione
(ab.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Comuni
(N°)
Presidente
ModenaMOEmilia-Romagna688.2862.68925647Emilio Sabattini (PD)
PerugiaPGUmbria661.6826.33210459Marco Vinicio Guasticchi (PD)
MessinaMESicilia654.6013.247202108Nanni Ricevuto (PdL)
FoggiaFGPuglia640.4986.9669264Antonio Pepe (PdL)
CuneoCNPiemonte586.0206.90285250Gianna Gancia (LN)
ComoCOLombardia584.7621.288454163Leonardo Carioni (LN)
TarantoTAPuglia580.4812.43623829Giovanni Florido (PD)
Reggio CalabriaRCCalabria566.5073.18417897Giuseppe Morabito (PD)
CagliariCASardegna559.8204.56912371Graziano Milia (PD)
LatinaLTLazio545.2172.25024233Armando Cusani (PdL)
Udine[5]UDFriuli-Venezia Giulia539.7234.904110136Pietro Fontanini (LN)
PaviaPVLombardia539.2382.965182190Vittorio Poma (PdL)
Trento (Autonoma)TNTrentino-Alto Adige519.8006.20384218Lorenzo Dellai (UpT)
Reggio EmiliaREEmilia-Romagna519.4582.29222745Sonia Masini (PD)
Bolzano (Autonoma)BZTrentino-Alto Adige498.8577.40067116Luis Durnwalder (SVP)
FrosinoneFRLazio496.9173.24315391Antonello Iannarilli (PdL)
AnconaANMarche476.0161.94024549Patrizia Casagrande (PD)
AgrigentoAGSicilia455.0833.04215043Eugenio d'Orsi (MpA)
AvellinoAVCampania439.5652.792157119Cosimo Sibilia (PdL)
AlessandriaALPiemonte438.7263.559123190Paolo Filippi (PD)
TrapaniTPSicilia435.9132.46017724Girolamo Turano (UdC)
ParmaPREmilia-Romagna433.1543.45012647Vincenzo Bernazzoli (PD)
PisaPIToscana410.2782.44516839Andrea Pieroni (PD)
MantovaMNLombardia409.7752.33917570Maurizio Fontanili (PD)
BrindisiBRPuglia402.8911.83921920Massimo Ferrarese (PD)
SiracusaSRSicilia402.8402.10819121Nicola Bono (PdL)
ChietiCHAbruzzo396.4972.588153104Enrico Di Giuseppantonio (UdC)
File:Provincia di Barletta-Andria-Trani-Stemma.gif Barletta-Andria-TraniBTPuglia390.9251.53825410Francesco Ventola (PdL)
LuccaLUToscana390.2001.77322035Stefano Baccelli (PD)
Forlì-CesenaFCEmilia-Romagna388.0192.37616330Massimo Bulbi (PD)
PotenzaPZBasilicata386.8316.54959100Piero Lacorazza (PD)
RavennaRAEmilia-Romagna385.7291.85820818Francesco Giangrandi (PD)
CatanzaroCZCalabria367.9902.39215480Wanda Ferro (PdL)
NovaraNOPiemonte366.4791.33927488Diego Sozzani (PdL)
Pesaro e Urbino[6]PUMarche363.5292.56414160Matteo Ricci (PD)
CremonaCRLombardia360.2231.771203115Massimiliano Salini (PdL)
FerraraFEEmilia-Romagna357.9802.63013626Marcella Zappaterra (PD)
ArezzoARToscana346.3243.23610739Roberto Vasai (PD)
LivornoLIToscana340.6911.21128120Giorgio Kutufà (PD)
SassariSSSardegna336.4514.2817966Alessandra Giudici (PD)
LeccoLCLombardia335.42081641190Daniele Nava (PdL)
MacerataMCMarche322.4982.77411657Franco Capponi (PdL)
Rimini[6]RNEmilia-Romagna321.45786337227Stefano Vitali (PD)
PescaraPEAbruzzo319.2091.22526146Guerino Testa (PdL)
ViterboVTLazio315.5233.6148760Alessandro Mazzoli (PD)
RagusaRGSicilia313.9011.61419512Giovanni Francesco Antoci (UdC)
PordenonePNFriuli-Venezia Giulia312.3592.13014751Alessandro Ciriani (PdL)
TeramoTEAbruzzo309.8381.94815947Walter Catarra (PdL)
L'AquilaAQAbruzzo309.1315.03561108Stefania Pezzopane (PD)

Meno di 300.000 abitanti

Le seguenti province sono dotate di un Consiglio di 24 membri ed una Giunta di 8 assessori.[7] Leggi costituzionali specifiche regolano invece l'entità autonoma della Valle d'Aosta.

ProvinciaSiglaRegione
amministrativa
Popolazione
(ab.)
Superficie
(km²)
Densità
(ab./km²)
Comuni
(N°)
Presidente
PistoiaPTToscana290.59696530122Federica Fratoni (PD)
BeneventoBNCampania288.7262.07113978Aniello Cimitile (PD)
SavonaSVLiguria286.6461.54518669Angelo Vaccarezza (PdL)
PiacenzaPCEmilia-Romagna285.9222.59011048Massimo Trespidi (PdL)
CaltanissettaCLSicilia272.2892.12412822Giuseppe Federico (MpA)
SienaSIToscana269.4733.8237036Simone Bezzini (PD)
RovigoROVeneto247.1641.79013850Tiziana Virgili (PD)
PratoPOToscana246.0343656747Lamberto Gestri (PD)
TriesteTSFriuli-Venezia Giulia236.3932121.1156Maria Teresa Bassa Poropat (PD)
TerniTRUmbria232.5402.12211033Feliciano Polli (PD)
CampobassoCBMolise231.9002.9108084Nicolino D'Ascanio (IdV)
GrossetoGRToscana225.8614.5015028Leonardo Marras (PD)
LodiLOLombardia223.63078228661Pietro Foroni (LN)
La SpeziaSPLiguria223.07188125332Marino Fiasella (PD)
ImperiaIMLiguria220.7121.15619167commissariata
AstiATPiemonte220.1561.511146118Maria Teresa Armosino (PdL)
BellunoBLVeneto214.0263.6765869Gianpaolo Bottacin (LN)
Ascoli PicenoAPMarche212.8461.22817333Piero Celani (PdL)
MateraMTBasilicata203.7703.4475931Francesco Stella (PD)
Massa e CarraraMSToscana203.6981.15717617Osvaldo Angeli (PD)
BiellaBIPiemonte187.31491420582Roberto Simonetti (LN)
SondrioSOLombardia182.0843.2105778Massimo Sertori (LN)
VercelliVCPiemonte180.1112.0888686Renzo Masoero (PdL)
FermoFMMarche176.48885920540Fabrizio Cesetti (SEL)
EnnaENSicilia173.5152.5616820Giuseppe Monaco (PdL)
CrotoneKRCalabria173.3701.71610127Stanislao Zurlo (PdL)
Vibo ValentiaVVCalabria167.3341.13914750Francesco De Nisi (PD)
OristanoORSardegna167.2953.0405588Pasquale Onida (FP)
Verbano-Cusio-OssolaVBPiemonte162.7752.2567277Massimo Nobili (PdL)
NuoroNUSardegna161.4443.9344152Roberto Deriu (PD)
RietiRILazio159.0182.7505873Fabio Melilli (PD)
Olbia-TempioOTSardegna154.3193.3974526Anna Pietrina Murrighile (PD)
GoriziaGOFriuli-Venezia Giulia142.46146630625Enrico Gherghetta (PD)
Carbonia-IglesiasCISardegna130.5551.4958723Pierfranco Gaviano (UdC)
File:StemmaVdA.JPG Aosta (Autonoma)AOValle d'Aosta127.0653.2663974Augusto Rollandin (UV)
Medio CampidanoVSSardegna103.0201.5166828Fulvio Tocco (PD)
IserniaISMolise88.8951.5285852Luigi Mazzuto (PdL)
OgliastraOGSardegna58.0971.8543123Pier Luigi Carta (PD)
Totale Italia60.045.068301.3381998.095

Assetto istituzionale

Colore politico dei presidenti delle 110 province italiane.

██ Partito Democratico

██ Il Popolo della Libertà

██ Lega Nord

██ Unione di Centro

██ Movimento per le Autonomie

██ Sinistra Ecologia Libertà

██ Italia dei Valori

██ Unione per il Trentino

██ Fortza Paris

██ Südtiroler Volkspartei

██ Union Valdôtaine

La legge n°81 del 25 marzo 1993 ha stabilito l'elezione popolare diretta dei presidenti delle province italiane, ricorrendo ad un eventuale turno di ballottaggio qualora nessun candidato raggiungesse la maggioranza assoluta dei consensi. La durata in carica del presidente, originariamente fissata in quattro anni, fu prolungata a cinque, e l'intero sistema normativo venne consolidato nel Testo unico sull'Ordinamento degli Enti Locali, il D.Lg. n°267 del 2000. In qualunque caso di morte, dimissioni, sospensione, sfiducia o decadenza del presidente, si procede all'indizione di nuove elezioni provinciali e, nel caso di crisi politica, alla gestione provvisoria dell'ente da parte di un commissario nominato dal prefetto.

Contestualmente alla scelta del presidente, si tengono le elezioni del Consiglio Provinciale, sul principio del governo di legislatura. I consiglieri, in numero variabile da 24 a 45 secondo l'entità della popolazione, sono eletti con un particolare sistema elettorale proporzionale con premio di maggioranza. L'elettore può tracciare sulla scheda elettorale, di colore giallo, un segno su un candidato presidente e su un candidato consigliere che lo sostiene. Alla coalizione collegata al presidente eletto vengono comunque garantiti almeno il 60% dei seggi consiliari; tenuta presente questa clausola, i seggi vengono ripartiti in maniera proporzionale con metodo D'Hont sulla base dei voti conseguiti dalle varie coalizioni, e in seconda istanza dalle singole liste, nella circoscrizione unica provinciale. I candidati si presentano però in collegi uninominali e, determinato il numero di seggi assegnati a ciascuna lista, vengono dichiarati eletti coloro che, all'interno della stessa, abbiano ottenuto le maggiori percentuali di voto nel proprio collegio.

Norme del tutto diverse regolano invece la vita istituzionale nelle comunità autonome: Aosta, Bolzano e Trento.

Progetti di riforma

L'11 settembre 2008 il ministro Roberto Calderoli ha presentato al Consiglio dei Ministri, nell'ambito dei progetti sul federalismo fiscale, una bozza volta a garantire alle province autonomia di entrata e di spesa, attraverso tributi propri, compartecipazioni e fondi perequativi, in attuazione dell'art. 119 della Costituzione.[8] La stessa bozza Calderoli prevede la trasformazione in città metropolitane di sette attuali province (Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze, Reggio Calabria, Roma e Napoli), mentre è in corso il dibattito sulla sorte di Venezia, Padova e Bari.[9][10] Analoghi ed eventuali provvedimenti relativi a Palermo, Catania, Cagliari e Messina sono invece di competenza delle Regioni autonome.

Note

  1. ^ Bilancio Demografico 31-12-2008, dati ISTAT
  2. ^ Articolo 37 del Testo unico degli Enti locali.
  3. ^ Fanno eccezione le due province regionali siciliane di Palermo e Catania per le quali la Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha reputato di aumentare la consistenza del Consiglio a 45 membri e quella della Giunta a 15 assessori.
  4. ^ Fanno eccezione le province regionali siciliane di Agrigento, Trapani, Siracusa e Ragusa per le quali la Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha reputato di aumentare la consistenza del Consiglio a 35 membri e quella della Giunta a 12 assessori; per la provincia di Messina l'aumento è stato a 45 consiglieri e 15 assessori.
  5. ^ Nel corso del 2009 i Comuni della provincia di Udine Campolongo al Torre e Tapogliano sono confluiti nell'unico Comune di Campolongo Tapogliano portando a 136 i comuni della provinca ed a 8.100 il totale dei Comuni italiani (http://www.istat.it/strumenti/definizioni/comuni/).
  6. ^ a b Nel corso del 2009 sette comuni della provincia di Pesaro e Urbino sono stati aggregati a quella di Rimini, determinando un'importante variazione territoriale e demografica.
  7. ^ La Regione Siciliana, nella sua autonomia, ha arrotondato a 25 il numero dei consiglieri delle sue province regionali afferenti a questa classe.
  8. ^ http://www.lavoce.info/binary/la_voce/articoli/Ddl_federalismo_fiscale.1221306688.pdf
  9. ^ Federalismo fiscale: ai Comuni le tasse sulle case, alle Province da auto e benzina - Corriere della Sera
  10. ^ Comunità metropolitana di Padova - Comune di Padova

Bibliografia

  • Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 1996. ISBN 88-348-6210-4.

Voci correlate

Altri progetti

  • Articolo su Wikinotizie: Province italiane: "Libero" riapre la questione sulla loro abolizione 7 dicembre 2008

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