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regioni dell'Italia (n.)


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Regioni dell'Italia

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<imagemap>Image:Regioni of Italy with official names.png|thumb|right|350px|Italia suddivisa per regionipoly 683 497 649 515 650 524 640 525 637 546 649 561 633 561 626 571 651 592 688 602 707 586 719 597 740 571 707 540 Abruzzopoly 791 655 813 651 834 670 847 688 867 686 876 714 865 739 846 737 843 755 805 752 795 742 806 726 777 676 Basilicatapoly 805 754 835 844 811 862 800 894 800 919 826 920 894 838 895 802 868 739 850 741 846 760 Calabriapoly 690 629 758 628 785 656 775 677 802 727 792 744 780 749 751 733 741 692 709 704 675 649 Campaniapoly 583 320 536 316 427 296 396 298 378 335 411 364 424 357 488 392 523 376 542 388 544 412 567 420 570 404 603 410 612 403 585 364 Emilia-Romagnapoly 609 154 670 165 685 248 673 255 631 248 620 230 597 230 593 205 582 190 Friuli-Venezia Giuliapoly 524 544 627 639 679 642 688 617 688 606 651 596 623 571 632 559 642 559 635 540 635 523 646 525 642 512 596 543 554 503 Laziopoly 379 343 318 351 300 385 281 386 267 418 312 411 349 360 428 395 434 387 410 364 Liguriapoly 377 331 392 297 426 292 521 310 473 267 487 231 464 232 472 174 444 157 385 171 348 205 337 239 355 269 335 274 339 305 355 305 Lombardiapoly 614 402 666 437 684 492 648 513 626 497 607 447 577 433 568 421 573 414 576 408 603 416 Marche poly 743 574 723 599 706 589 690 602 693 627 757 625 765 584 Molisepoly 344 203 332 171 289 221 295 251 242 263 246 284 207 294 240 326 219 361 276 388 296 381 313 348 379 339 356 309 334 301 330 281 349 269 333 236 Piemontepoly 770 586 830 579 836 598 815 615 923 667 990 733 975 765 879 713 869 684 848 683 817 650 784 658 760 628 Pugliapoly 409 650 420 702 401 827 349 843 318 841 306 699 318 650 368 642 Sardegnapoly 578 943 763 1026 794 893 602 899 Siciliapoly 414 362 425 353 486 394 520 379 538 390 541 414 566 421 576 436 571 461 551 503 527 542 435 519 435 389 Toscanapoly 460 160 462 135 575 110 589 149 578 161 567 152 549 184 559 197 537 218 502 245 489 245 489 231 468 231 475 173 Trentino-Alto Adigepoly 557 502 597 540 638 510 622 495 606 448 578 439 Umbriapoly 223 231 272 216 289 223 291 248 235 263 Valle d'Aostapoly 586 318 528 310 474 264 480 238 496 246 559 199 553 181 565 158 594 155 606 155 579 188 589 200 592 228 617 230 626 247 575 272 584 303 594 309 Veneto</imagemap>Le regioni sono, assieme ai comuni, alle province, alle città metropolitane e allo stato centrale, uno dei cinque elementi costitutivi della Repubblica Italiana.

Ogni regione è un ente territoriale con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione della Repubblica Italiana, come stabilito dall'art. 114, II comma della carta costituzionale.

Le regioni, secondo quanto indicato dall'art. 131 Cost., sono ventuno. Cinque di queste sono dotate di uno statuto speciale di autonomia ed una di queste (Trentino-Alto Adige/Südtirol), è costituita dalle uniche province autonome, dotate cioè di poteri legislativi analoghi a quelli delle regioni, dell'ordinamento italiano (Trento e Bolzano). Nel rispetto delle minoranze linguistiche, il Trentino-Alto Adige e la Valle d'Aosta sono riportati con le denominazioni bilingui Trentino-Alto Adige/Südtirol e Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste all'art. 116, come modificato nel 2001.

Indice

Le regioni in Assemblea Costituente

Il 13 dicembre 1947 nella seduta pomeridiana della seconda sottocommissione della Commissione per la Costituzione, il presidente Mauro Gennari legge il testo definitivo dell’articolo 22: Le Regioni sono: Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Fruli ,Venezia-Giulia, Liguria, Emilia-Lunense, Emilia e Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzi, Molise, Campania, Puglia, Salento, Lucania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, ma il Testo coordinato dal Comitato di redazione prima della votazione finale in Assemblea e distribuito ai Deputati il 20 dicembre 1947 recitava: Art. 131. Sono costituite le seguenti Regioni: Piemonte; Valle d’Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzi-Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna.

Quindi dalla bozza scompaiono il Salento e l'Emilia Lunense (Lunezia); il Friuli viene rinominato in Friuli-Venezia Giulia e la Lucania in Basilicata; e Abruzzo e Molise vengono accorpati. Solo nel 1963 il Molise otterrà l'autonomia.

Caratteristiche

Per approfondire, vedi le voci Stemmi delle regioni d'Italia e Bandiere delle regioni d'Italia.

La regione, nell'ordinamento giuridico italiano è:

  • un ente di rilievo costituzionale, cioè previsto come necessario dalla costituzione;
  • un ente autonomo, visto che è dotato di autonomia in diversi ambiti;
  • un ente autarchico, dato che opera in regime di diritto amministrativo e dispone di potestà pubbliche;
  • un ente ad appartenenza necessaria, dato che tutti i cittadini residenti ne fanno parte.

Tutte le regioni posseggono stemma e gonfalone ufficiale.

Tipologie

In base allo statuto, che è per le regioni quello che è per lo stato la sua costituzione, è possibile distinguere due grandi categorie:

Regioni a statuto ordinario

Quindici delle venti regioni italiane sono dotate di statuto ordinario. Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi.

L'autonomia legislativa di queste regioni è stata notevolmente ampliata dalla riforma costituzionale del 2001, approvata sotto il governo Amato II e confermata dal voto popolare durante il governo Berlusconi II.

Tuttavia l'autonomia finanziaria, c.d. federalismo fiscale, pure prevista dall'art. 119 della costituzione riformata, non è ancora operativa, per cui le regioni dipendono ancora dai trasferimenti dello stato centrale. Le regioni dispongono comunque dell'IRAP (imposta regionale sulle attività produttive), di un'addizionale regionale all'IRPEF e di una compartecipazione all'IVA.

Le regioni ordinarie entrarono in funzione soltanto nel 1970.

Regioni a statuto speciale

Per approfondire, vedi la voce regione a statuto speciale.

Cinque regioni sono dotate di uno statuto speciale approvato dal Parlamento nazionale con legge costituzionale, come previsto dall'art. 116 della Costituzione.

Lo statuto speciale garantisce un' ampia autonomia, soprattutto finanziaria. Il Friuli-Venezia Giulia trattiene per sé il 60% della maggior parte dei tributi riscossi nel territorio regionale, la Sardegna il 70%, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige il 90%, la Sicilia addirittura il 100% delle imposte. Tali regioni dispongono di notevoli poteri legislativi e amministrativi, come nei settori scuola, sanità, infrastrutture e di conseguenza debbono provvedere al relativo finanziamento con le proprie risorse, mentre nelle regioni ordinarie le spese sono a carico dello stato centrale.

Di conseguenza la regione Trentino-Alto Adige (1.000.000 di abitanti) dispone di un budget che corrisponde a quello della Regione del Veneto, con 4,8 milioni di abitanti. Anche per questo diversi comuni di confine chiedono il passaggio alle più ricche regioni autonome, come permesso dalla Costituzione.

Per approfondire, vedi le voci Questione dei confini regionali e Questione trentina dei comuni lombardo-veneti confinanti.

Quattro regioni autonome furono istituite dalla stessa Assemblea costituente nel 1946 la Sicilia, nel 1948 la Sardegna, visiti i forti movimenti autonomistici, se non addirittura indipendentisti come in Sicilia, la Valle d'Aosta per proteggere la minoranza francofona, il Trentino-Alto Adige, per la tutela dei germanofoni ai sensi dell’Accordo di Parigi.

Nel 1963 fu costituita la regione a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia.

Nel 1972 entrò in vigore il nuovo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, che trasferì la maggior parte dei poteri regionali alle due province.

Province autonome

La regione Trentino-Alto Adige è costituita dalle province autonome di Trento e Bolzano (art 116, II Cost.). Tali province sono dotate di poteri (anche legislativi) corrispondenti a quelli di una regione. Taluno parla di province a statuto speciale.

La regione Trentino-Alto Adige è stata ampiamente esautorata. La Presidenza viene assunta a turni dai presidenti delle province di Trento e Bolzano. Anche il ruolo di Trento come capoluogo è stato ridimensionato, dal momento che la Giunta e il Consiglio si riuniscono anche a Bolzano.

Organi

Per approfondire, vedi la voce Legge Tatarella.

Gli organi della regione sono indicati dall'art. 121 della Costituzione e sono:

La regione è rappresentata dal presidente della giunta regionale (anche detto presidente della regione) che dal 2000 viene eletto direttamente, a meno che lo statuto regionale non preveda l’elezione da parte del Consiglio regionale. Se il presidente della regione viene sfiduciato o si dimette volontariamente con effetti immediati o muore o è impedito permanentemente il Consiglio regionale viene sciolto e vengono indette al più presto nuove elezioni. Fino a che siano instaurati i nuovi organi della regione sono prorogati i poteri dei precedenti organi per il compimento degli atti di ordinaria amministrazione.

La regione è dotata di un consiglio regionale, eletto dai cittadini maggiorenni residenti nella regione. In Sicilia, regione autonoma, prende il nome di parlamento regionale e i suoi membri, che si possono fregiare del titolo di onorevoli, sono detti deputati e non consiglieri. Il consiglio esercita il potere legislativo per le materie che la Costituzione e gli statuti speciali per le regioni autonome demandano alla potestà legislativa esclusiva o concorrente.

Le funzioni amministrative sono attribuite alla giunta regionale, formata dagli assessori oltre che dal presidente della regione.

Questi sono organi necessari delle regioni, per cui gli statuti e le leggi regionali non possono disporre diversamente dal dettato costituzionale.

Autonomia della regione

Le autonomie riconosciute alla regione e garantite a livello costituzionale nei confronti dello Stato e degli enti territoriali minori sono:

  • autonomia statutaria;
  • autonomia legislativa;
  • autonomia regolamentare;
  • autonomia amministrativa;
  • autonomia finanziaria.

Autonomia statutaria

Per approfondire, vedi la voce statuto regionale.

Le sole regioni a statuto ordinario sono dotate di tale autonomia. Ciascuna regione ordinaria adotta con legge regionale uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.

Le regioni autonome sono prive di tale autonomia (cioè del potere-dovere di darsi uno statuto), visto che gli Statuti speciali sono leggi costituzionali dello Stato.

Autonomia legislativa

Per approfondire, vedi la voce potestà legislativa.

In seguito alla riforma costituzionale del 2001, la potestà legislativa appartiene allo Stato e alle regioni, posti sullo stesso piano; la competenza è attribuita per materie.

La competenza a legiferare può essere:

  • esclusiva dello Stato;
  • concorrente (statale e regionale);
  • residuale delle regioni (interpretata come esclusiva).

Autonomia regolamentare

L'autonomia regolamentare della regione è definita dall'art. 117 della Costituzione, 6° comma.

La regione ha potestà regolamentare nelle materie su cui ha competenza esclusiva e su quelle in cui la competenza tra Stato e regione è di tipo concorrente. Ha potestà regolamentare nelle materie di competenza esclusiva dello Stato in quanto sia ad essa delegata.

La titolarità della potestà regolamentare della regione non è definita a livello costituzionale. La corte costituzionale, nella sentenza 313/2003, ha infatti sostenuto la teoria della libertà di scelta degli Statuti delle Regioni, affermando che spetta alla singola Regione, nell'ambito della sua autonomia, decidere quale deve esser l'organo che in concreto svolge la funzione regolamentare.

Il Consiglio Regionale esercita la potestà regolamentare nelle materie di competenza esclusiva statale delegate alle Regioni in base all'art. 117 comma 6 della Costituzione.

Autonomia amministrativa

L'autonomia amministrativa della regione è stabilita con l'art. 118 della Costituzione.

L'autonomia amministrativa della regione, come di tutte le pubbliche amministrazioni, deve aderire ai principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

La regione, tramite legge regionale, può delegare le funzioni amministrative di cui è titolare ai Comuni, alle Province o alle Città metropolitane.

Autonomia finanziaria

L'autonomia finanziaria della regione è stabilita con l'art. 119 della Costituzione. Esso prevede il c.d. federalismo fiscale, ma finora non ha trovato attuazione (per le regioni a statuto ordinario).

La regione ha autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Stabilisce e applica tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispone di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al proprio territorio.

La regione ha un proprio patrimonio.

Può ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento.

Per disposizione dell'art. 120 della Costituzione la regione non può stabilire dazi sul commercio con le altre regioni.

Controlli

Statali

La legge cost. 3/2001 ha abolito i controlli sugli atti (amministrativi e anche di legge) della regione, esercitati sino ad allora da cosiddetti commissari del governo. Nei capoluoghi delle regioni speciali e nelle Province autonome essi continuano tuttavia a esercitare (almeno in parte) i loro uffici. Nelle altre regioni una parte dei poteri dei commissari viene esercitata dai Prefetti dei capoluoghi regionali, in qualità di rappresentanti dello Stato nei rapporti con il sistema delle autonomie.

Quanto al controllo sugli organi regionali, l'art. 120 II prevede: «Il Governo può sostituirsi a organi delle regioni … nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell'unità giuridica o dell'unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali.»

L’art. 126 stabilisce: «Con decreto motivato del presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del presidente della giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge.». Lo scioglimento è deliberato dal Consiglio dei Ministri, previo parere della Commissione Parlamentare sugli affari regionali.

Passando poi alla legislazione regionale, l’art. 127 della Costituzione stabilisce: «Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione.»

Quanto allo statuto delle regioni ordinarie, l'art. 123 della Costituzione recita: "Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione".

Regionali

La regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un'altra regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge (art.127 Cost.).

La regione, oltre a ricorrere alla giustizia amministrativa, può sollevare un conflitto di attribuzioni di fronte alla Corte costituzionale se vengono lese le sue competenze amministrative.

Suddivisione

Ad eccezione della Valle d'Aosta, le regioni sono ripartite in province (attualmente sono 110).

Il livello inferiore della suddivisione amministrativa è il comune.

Le città metropolitane, dotate di competenze comunali, seppure previste a livello costituzionale, non sono ancora state istituite.

Dati politici

Per approfondire, vedi la voce Presidenti delle regioni italiane.

Tranne in Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige, in tutte le regioni si vota secondo la Legge Tatarella o sue modificazioni, con elezione diretta del Presidente.

Ad oggi undici regioni sono governate dal centrosinistra (in Puglia con un Presidente di Sinistra e Libertà, nelle altre con un esponente del Partito Democratico). Sette regioni sono governate dal centrodestra (in Sicilia il Presidente è espresso dal Movimento per l'autonomia, nelle restanti dal Popolo della Libertà).In Valle d'Aosta governa una coalizione autonomista, mentre alla guida del Trentino-Alto Adige si alternano Luis Durnwalder, della Südtiroler Volkspartei, e Lorenzo Dellai, dell'Unione per il Trentino, entrambi in una coalizione di centrosinistra.

RegioneCapoluogoPresidenteAnno di
insediamento
Partito politico
del Presidente
File:StemmaVdA.JPG Valle d'Aosta* AostaAugusto Rollandin2008Union Valdôtaine
Piemonte TorinoMercedes Bresso2005Partito Democratico
Liguria GenovaClaudio Burlando2005Partito Democratico
Lombardia MilanoRoberto Formigoni1995Il Popolo della Libertà
Trentino-Alto Adige* TrentoLuis Durnwalder2009Südtiroler Volkspartei
Veneto VeneziaGiancarlo Galan1995Il Popolo della Libertà
Friuli-Venezia Giulia* TriesteRenzo Tondo2008Il Popolo della Libertà
Emilia-Romagna BolognaVasco Errani1999Partito Democratico
Toscana FirenzeClaudio Martini2000Partito Democratico
Marche AnconaGian Mario Spacca2005Partito Democratico
Umbria PerugiaMaria Rita Lorenzetti2000Partito Democratico
Lazio Romavacanteelezioni
nel 2010
Partito Democratico
 Abruzzo L'AquilaGianni Chiodi2008Il Popolo della Libertà
Molise CampobassoMichele Iorio2001Il Popolo della Libertà
Campania NapoliAntonio Bassolino2000Partito Democratico
 Basilicata PotenzaVito de Filippo2005Partito Democratico
Puglia BariNichi Vendola2005Movimento per la Sinistra
 Calabria CatanzaroAgazio Loiero2005Partito Democratico
Sicilia* PalermoRaffaele Lombardo2008Movimento per l'Autonomia
Sardegna* CagliariUgo Cappellacci2009Il Popolo della Libertà

Dati demografici e geografici

Di seguito una tabella contenente popolazione, superficie e densità abitativa, capoluogo, numero di comuni e province delle 20 regioni italiane. Gli enti sono ordinati per popolazione (dati ISTAT sulla popolazione residente al 31 dicembre 2008)[1]

RegioneCapoluogoPopolazione (ab.)Superficie (km²)Densità (ab./km²)ProvinceComuni
LombardiaMilano9.781.68223.863408Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese.1.546
CampaniaNapoli5.815.25113.590428Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno.551
LazioRoma5.650.97717.236326Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo.378
SiciliaPalermo5.037.49925.711196Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani.390
VenetoVenezia4.899.37118.399266Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza.581
PiemonteTorino4.440.22625.402174Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano Cusio Ossola, Vercelli.1.206
Emilia-Romagna[2]Bologna4.357.16422.446194Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini.348
PugliaBari4.079.63819.358211Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Lecce, Foggia, Taranto.258
ToscanaFirenze3.720.36622.994161Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena.287
CalabriaCatanzaro2.007.99715.081133Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia.409
SardegnaCagliari1.670.53924.09069Cagliari, Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia-Tempio, Oristano, Sassari.377
LiguriaGenova1.615.4415.422298Genova, Imperia, La Spezia, Savona.235
Marche[2]Ancona1.573.4459.366166Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino.239
AbruzzoL'Aquila1.338.10310.763124Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo.305
Friuli-Venezia GiuliaTrieste1.232.2917.858157Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine.218
Trentino-Alto AdigeTrento1.022.52813.60775Bolzano, Trento.334
UmbriaPerugia897.6118.456106Perugia, Terni.92
BasilicataPotenza589.6329.99559Matera, Potenza.131
MoliseCampobasso320.3604.43872Campobasso, Isernia.136
Valle d'AostaAosta127.4303.26339Aosta74
TOTALE ITALIA60.177.551301.3381998.095

Dati economici

Fonte: EUROSTAT 2008, riferimento all'anno 2005 [3], dati in milioni di euro per il PIL, in euro per il PIL pro capite

Regione o macroregionePIL totalePIL Pro Capite
Piemonte124.15828.210
Valle d'Aosta3.52228.537
Liguria39.92824.936
Lombardia298.28531.618
Nord-Ovest456.99129.493
Alto Adige15.19531.665
Trentino14.21328.426
Veneto135.17128.643
Friuli-Venezia Giulia32.89327.263
Emilia-Romagna123.70929.670
Nord-Est321.18129.001
Toscana95.50426.462
Umbria19.70022.817
Marche36.86824.195
Lazio156.74629.645
Centro308.81927.369
Abruzzo25.68519.723
Molise5.78517.997
Campania89.70915.494
Puglia64.22715.781
Basilicata10.24717.213
Calabria31.38915.641
Sud227.04216.119
Sicilia78.32217.617
Sardegna32.57919.654
Isole109.01518.636
Italia1.423.04824.281

«Peso» relativo di ogni regione

Il peso relativo percentuale di ogni regione italiana sul totale secondo due diversi indici (Pil-premiante e Popolazione premiante) costruiti secono i dati Eurostat 2006:

ClassificaRegioneIndice Pil-prem06Indice Pop-prem06«Potenza»
5Piemonte8,4%7,4%6,97%
21Valle d'Aosta0,3%1,3%0,01%
10Liguria2,6%4,1%0,88%
1Lombardia25,8%12,9%39,46%
16Alto Adige1,3%2,9%0,10%
18Trentino1,1%2,7%0,10%
3Veneto10,4%8,2%8,87%
12Friuli2,4%4,0%0,55%
4Emilia-Romagna10,0%8,0%7,24%
6Toscana6,9%6,7%4,81%
17Umbria1,2%2,8%0,24%
11Marche2,5%4,0%0,79%
2Lazio12,2%8,9%11,60%
14Abruzzo1,4%3,0%0,47%
20Molise0,3%1,4%0,03%
7Campania3,7%4,9%7,17%
9Puglia2,8%4,2%3,60%
19Basilicata0,5%1,8%0,08%
15Calabria1,3%2,9%0,86%
8Sicilia3,3%4,6%5,46%
13Sardegna1,6%3,2%0,71%

Si segnala che la regione Lombardia nella classifica "PIL-premiante 2006" risulta avere valori estremamente elevati anche per il resto dell'UE posizionandosi in essa, nella medesima classifica, al secondo posto assoluto (dopo l'Inner London) tra le 275 regioni europee censite dall'Eurostat.

Nell'ultima colonna i dati secondo la grandezza delle regioni per popolazione e ricchezza: si noterà che i dati portano ad amplificare il divario tra piccole e grandi regioni forse anche in maniera eccessiva. Per tanto sono preferibili comunque gli altri due indici (in particolare il Pil-premiante).

Aggiungiamo che l'Unione Europea ha classificato ufficialmente, attraverso l'indice GDP-PPS, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia tra le regioni più povere sulle 275 del continente.

Note

  1. ^ Dati ISTAT
  2. ^ a b Nel corso del 2009 sette comuni marchigiani sono stati aggregati all'Emilia-Romagna, determinando un'importante variazione territoriale e demografica.
  3. ^ Regional GDP per inhabitant in the EU27

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