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définition - Werner_Herzog

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Werner Herzog

                   
« Sono bavarese, del tardo Medioevo, sono fisico. »
(Werner Herzog[1])
 Werner Herzog nel gennaio 2007 a Bruxelles

Werner Herzog (Monaco di Baviera, 5 settembre 1942) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, scrittore e attore tedesco. È un importante esponente del cosiddetto "Nuovo cinema tedesco". Ha prodotto, scritto e diretto più di 50 pellicole, ha inoltre pubblicato libri ed è stato regista di opere liriche.

Indice

  Biografia

  L'infanzia

 Il villaggio bavarese di Sachrang, dove Herzog ha passato l'infanzia, come appare oggi.
Herzog nacque col nome di Werner H. Stipetić a Monaco di Baviera. Adottò il cognome Herzog, che significa "duca" in tedesco, più avanti. I suoi genitori, Elisabeth e Dietrich, erano biologi. Il nonno, Rudolf Herzog, era un archeologo[2]. Il padre abbandonò lui e la madre dopo essere stato fatto prigioniero durante la seconda guerra mondiale[3][4]; Werner era ancora molto piccolo. Dopo che la casa di fianco a quella di Herzog venne distrutta in un bombardamento[5] la sua famiglia si trasferì a Sachrang, un remoto villaggio montano della Baviera (parte del comune di Aschau im Chiemgau) vicino al confine con l'Austria. In questo villaggio non esistevano il cinema, la radio e la televisione, e Werner crebbe a stretto contatto con la natura. Vide il suo primo film (un documentario sugli eschimesi) all'età di 11 anni alla scuola del villaggio, non vide un'automobile fino all'età di 12 anni, e fece la prima telefonata all'età di 17 anni.

  L'adolescenza a Monaco

All'età di 12 anni Herzog e la sua famiglia (la madre e i due fratelli) tornarono a Monaco per far continuare gli studi al ragazzo. Qui, per un certo periodo, vissero in una pensione in Elisabethstraße con l'eccentrico attore Klaus Kinski il quale, con il suo comportamento folle, fece una grande impressione sul giovane Herzog[6]. Riguardo a quel periodo ricorda: "Ho saputo in quel momento che sarei diventato un regista, e che avrei diretto Kinski". Kinski sarà infatti il protagonista di cinque film di Herzog, e del documentario Kinski, il mio nemico più caro. In quel periodo a Herzog fu detto di cantare davanti alla sua classe a scuola ed egli si rifiutò fermamente. Fu quasi espulso per questo e da allora fino ai 18 anni di età non ascoltò più musica, non cantò e non studiò nessuno strumento; ha detto in seguito che darebbe volentieri 10 anni di vita per saper suonare uno strumento[7]. In quegli anni Herzog si avvicinò molto alla religione, fino a convertirsi al cattolicesimo. Questo causò discussioni con i parenti, che erano atei convinti. Sempre in questo periodo intraprese i suoi primi lunghi viaggi a piedi, passione che durerà per tutta la vita. Quando aveva 15 anni andò a piedi da Monaco all'Albania. Nella “dichiarazione del Minnesota” afferma: “Il turismo è peccato e viaggiare a piedi virtù”[8].

  Gli inizi nel cinema

A 14 anni fu ispirato dalla voce di un'enciclopedia sulla regia cinematografica, che gli diede (secondo lui) tutto ciò che gli serviva per iniziare come regista - a parte la cinepresa da 35 millimetri che il giovane Herzog rubò alla scuola di cinema di Monaco[3].

Durante gli ultimi anni di scuola superiore Herzog fece lavori notturni come saldatore e custode di parcheggi per finanziare i suoi primi film. Con i soldi guadagnati realizza nel 1962 il suo primo cortometraggio, Ercole. Nel 1963 fondò a Monaco la sua casa di produzione, la Werner Herzog Filmproduktion, che per molti anni conduce da solo dal suo appartamento con un telefono e una macchina da scrivere.

Continuò gli studi presso l'Università di Monaco dove studiò storia, letteratura e teatro. Nel 1964 vinse il premio Carl Mayer con la sceneggiatura di Segni di vita e con i diecimila marchi del premio girò il suo secondo cortometraggio, La difesa esemplare della fortezza di Deutschkreutz.

Si guadagnò una borsa di studio per la Duquesne University di Pittsburgh, in Pennsylvania, ma la abbandonò dopo pochi giorni. Si ritrovò così senza soldi e senza alloggio. Dopo aver vagato per settimane venne accolto da una famiglia e venne coinvolto nel progetto di un film per la NASA, ma non poté prendervi parte perché il suo permesso di soggiorno non era più valido, avendo perso lo status di studente. Herzog allora visse per un po' a New York tra i senzatetto, dormendo in macchina, per poi dirigersi verso il Messico, dove imparò lo spagnolo e si guadagnò da vivere trasportando illegalmente merci attraverso il confine con gli USA[5].

Nel 1967, tornato in Germania, riuscì a realizzare il suo primo lungometraggio, Segni di vita, grazie al sostegno economico del German Film Institute. Il film, girato in Grecia, uscì l'anno successivo, vinse l'orso d'argento al Festival di Berlino e venne premiato anche nei Deutscher Filmpreis. Nel 1967, inoltre, Herzog si sposò per la prima volta, con Martje Grohmann.

Verso la fine del 1968 Herzog partì per l'Africa con una troupe e vi passò quasi tutto l'anno successivo. Nonostante varie vicissitudini (tra cui malaria, tempeste di sabbia e arresti) raccolse materiale per tre film: il documentario per la TV I medici volanti dell'Africa orientale, il "documentario surreale" Fata Morgana, e il film sui nani Anche i nani hanno cominciato da piccoli.

  1970-1974

Nel 1971, dopo l'uscita dei tre film africani, Herzog realizzò due documentari: Paese del silenzio e dell'oscurità, riguardo alla vita dei sordociechi, considerato da egli stesso uno dei suoi film più importanti, e Futuro impedito, prodotto per la televisione e incentrato su bambini con handicap. Alla fine dello stesso anno Herzog si recò in Perù per realizzare un film sulla ricerca dell'El Dorado. Il protagonista era il folle Klaus Kinski, futuro attore feticcio del regista. La realizzazione fu complessa per i pochi mezzi, per l'avversità dell'ambiente e per il difficile carattere dell'attore protagonista. Herzog arrivò a minacciare Kinski di morte quando questi, durante uno dei suoi attacchi d'ira, stava per abbandonare il set. Il risultato fu il memorabile Aguirre, furore di Dio (1972), che, nonostante lo scarso successo all'epoca, divenne col tempo un grande classico, e probabilmente - insieme a Fitzcarraldo - il film più famoso del regista. Francis Ford Coppola dichiarò più volte di essersi ispirato ad Aguirre, furore di Dio, nella realizzazione di Apocalypse Now.

Nel 1973 nacque il primo figlio di Herzog, Rudolph, che lavorò poi come assistente del padre in diversi film. Nello stesso periodo realizzò il documentario La grande estasi dell'intagliatore Steiner, incentrato su Walter Steiner, fuoriclasse svizzero del salto con gli sci. Herzog teneva molto a questo film perché da piccolo coltivava la passione del salto con gli sci e sognava di diventare un campione, ma quando un suo amico si ferì gravemente in seguito a un salto egli smise di praticare questo sport[9]. Dopo Kinski/Aguirre e Walter Steiner, Herzog scoprì un altro attore/personaggio fuori dal comune attraverso un documentario che vide alla televisione, Bruno der Schwarze (1970) di Lutz Eisholz: Bruno S. è un artista di strada che ha passato l'infanzia tra orfanotrofi, istituti di correzione e carceri; Herzog lo scelse come protagonista di L'enigma di Kaspar Hauser (1974), ispirato al mistero di un uomo vissuto nel XIX secolo, la cui vita presenta elementi in comune con quella di Bruno. Il film vinse il Grand Prix Speciale della Giuria al festival di Cannes ed è ora considerato un classico.

Verso la fine del 1974 giunse a Herzog la notizia che Lotte Eisner, anziana critica cinematografica a cui era estremamente legato, stava per morire a Parigi. Egli decise di non andare a Parigi in aereo, bensì di partire a piedi da Monaco e camminare verso Parigi seguendo un percorso il più possibile simile a una linea retta. Ha affermato: «Presi la strada più diretta per Parigi, nell'assoluta fiducia che lei sarebbe rimasta in vita se io fossi arrivato a piedi»[6][10]. Il viaggio ebbe luogo dal 23 novembre al 14 dicembre e quando arrivò a Parigi Lotte Eisner era effettivamente fuori pericolo e sopravvisse ancora alcuni anni. Durante il viaggio Herzog tenne un diario che venne poi pubblicato col titolo Vom Gehen Im Eis (in Italia Sentieri sul ghiaccio).

  1975-1979

 La stella dedicata a Werner Herzog sul Boulevard der Stars a Berlino.
Il film successivo, Cuore di vetro (Herz aus Glas), può essere definito sperimentale: per ritrarre la passività di un villaggio bavarese di fronte a una catastrofe imminente, Herzog ipnotizzò di persona tutti gli attori (non professionisti) del cast, facendoli recitare in stato di trance. Durante il montaggio di questo film, nell'agosto 1976, al regista giunse la notizia che un'isola del pacifico, Guadalupa, stava per essere distrutta dall'eruzione di un vulcano e che un solo uomo si era rifiutato di lasciare la propria casa; Herzog, nonostante il pericolo, si precipitò sul luogo con l'operatore di fiducia Jörg Schmidt-Reitwein e l'operatore americano Edward Lachman. I tre effettuarono le riprese che diventarono il film La Soufrière, dal nome del vulcano. Paradossalmente il vulcano poi non eruttò e così il film diventò una "cronaca di una catastrofe inevitabile che non ha avuto luogo".

Il progetto successivo era un adattamento del dramma teatrale Woyzeck di Georg Büchner, che doveva essere interpretato da Bruno S. ed Eva Mattes, ma pochi giorni prima dell'inizo delle riprese Herzog si convinse che Bruno non era adatto per il ruolo, che invece era perfetto per Klaus Kinski. Herzog lo comunicò a Bruno ma questi gli rispose che aveva già preso un periodo di ferie dall'acciaieria dove lavorava, così Herzog scrisse in pochi giorni una nuova sceneggiatura per lui ed Eva, ispirandosi direttamente alla figura del suo attore[11]. Il risultato fu La ballata di Stroszek (Stroszek, era il nome di un compagno di scuola di Herzog, già usato per il protagonista di Segni di vita); venne girato tra Berlino e gli Stati Uniti e uscì nel 1977. Lo stile crudo e realistico e l'estrema vicinanza tra attore e personaggio contribuirono a dare al film un sapore quasi da documentario, con al centro un uomo ancora una volta in rotta con la società.

I ritratti di personaggi “diversi” continuarono con Nosferatu, il principe della notte (Nosferatu: Phantom der Nacht, 1978), tributo al classico muto di Murnau, e Woyzeck (1979), interpretati entrambi da Klaus Kinski con una settimana di pausa tra le riprese del primo e quelle del secondo. In Woyzeck la coprotagonista è ancora Eva Mattes, con la quale Herzog ha una relazione dalla quale nascerà, nel 1980, una figlia, Hanna Mattes. Nel 1979 Herzog iniziò la produzione di un nuovo film, ignaro che essa sarebbe restata nella storia per l'incredibile sequenza di incidenti e difficoltà che poi la protrassero per più di due anni. Il film si basava su un'idea folle: un uomo che, per realizzare un proprio sogno, decide di trasportare una nave sopra una montagna nel bel mezzo della giungla: Fitzcarraldo.

  Gli anni ottanta

La disastrosa lavorazione di Fitzcarraldo terminò nel novembre 1981; nel frattempo il ruolo principale era passato da Jason Robards a Klaus Kinski e la troupe aveva dovuto affrontare innumerevoli difficoltà. Herzog descrisse questo periodo di lavoro in un diario, che venne pubblicato solo nel 2004 col titolo La conquista dell'inutile (Eroberung des Nutzlosen). Il film venne presentato nel 1982 al Festival di Cannes, dove venne premiato per la miglior regia.

Da allora la produzione di lungometraggi da parte di Herzog subì un brusco rallentamento, forse dovuto anche alla difficoltà di trovare produttori ancora disposti a finanziarlo[12]. Infatti, dopo Fitzcarraldo, furono solo due i lungometraggi che Herzog diresse durante gli anni ottanta: Dove sognano le formiche verdi (Wo die grünen Ameisen träumen, 1984), film "ambientalista" con protagonisti gli australiani aborigeni, e Cobra Verde (1987), avventura coloniale tratta da un romanzo di Chatwin, in cui Herzog collaborò per l'ultima volta con Klaus Kinski. Herzog disse che la lavorazione di quest'opera fu la peggiore che avesse mai vissuto, e quando il film uscì la critica lo stroncò, vedendolo come un chiaro segno del declino artistico del regista[13]. Inoltre nel 1986 realizzò un cortometraggio/autoritratto, Werner Herzog cineasta, dal quale veniamo a sapere che stava lavorando, insieme all'amico Reinhold Messner, al soggetto per un film con Kinski ambientato sull'Himalaya, ma evidentemente non se ne fece nulla.

In compenso durante gli anni ottanta si dedicò ad altre attività: principalmente diresse documentari per la TV tedesca, tra cui La ballata del piccolo soldato (Ballade vom kleinen Soldaten, 1984) e Woodabee - I pastori del sole (Wodaabe - Die Hirten der Sonne, 1989), e diresse per la prima volta gli allestimenti di alcune opere liriche. La prima fu il Doktor Faustus di Ferruccio Busoni, eseguita nel 1986 al teatro comunale di Bologna, alla quale l'anno successivo seguì Lohengrin di Wagner per il prestigioso Festival di Bayreuth. Herzog ha poi portato avanti questa attività parallela con regolarità, ed è interessante notare che fino a qualche anno prima, al tempo della realizzazione di Fitzcarraldo, Herzog non avesse mai nemmeno assistito ad un'opera lirica[14].

  Gli anni novanta

 Una scena dell'opera Tannhäuser di Richard Wagner diretta da Werner Herzog nel 1997 per il Teatro de la Maestranza di Siviglia.
Nel 1990 dirige Echi da un regno oscuro (Echos aus einem düstern Reich) in cui un giornalista ci guida alla scoperta della figura di Jean-Bédel Bokassa, dittatore della Repubblica Centrafricana. L'anno seguente gira Grido di pietra (Cerro Torre: Schrei aus Stein) con Donald Sutherland e Vittorio Mezzogiorno da un'idea originale di Reinhold Messner. Il film si rifà alle vicende realmente accadute a due scalatori che tentarono di raggiungere la cima del Cerro Torre in Patagonia. È il primo film che Herzog gira senza averne scritto la sceneggiatura, e lo ritiene poco suo. Restò per 10 anni l'ultimo film di fiction del regista.

Nel 1992 parte per il Kuwait per filmare in tredici brevi capitoli le ferite della prima guerra del Golfo nel documentario televisivo Apocalisse nel deserto. Alla presentazione del film in Germania la critica distrugge Herzog, accusandolo di aver estetizzato il dramma della guerra. Al pubblico fischiante della premiere Herzog risponde con la frase, diventata celebre, «Vi sbagliate tutti!». Al di fuori della Germania il film viene accolto molto meglio.

È del 1993 Rintocchi dal profondo (Glocken aus der Tiefe), viaggio in Siberia per indagare sulla spiritualità del popolo russo. Dirige nel 1995 Gesualdo – Morte per cinque voci (dedicato al compositore Carlo Gesualdo da Venosa) e tra il 1997 e il 1999 gira per la serie televisiva tedesca Voyages to Hell, Little Dieter Needs to Fly e Julianes Sturz in den Dschungel, storie vere in cui i protagonisti per salvarsi sono costretti ad attraversare la giungla. In questi due film Herzog riporta i veri protagonisti sui luoghi degli avvenimenti e gli fa recitare la loro storia in prima persona.

Nel 1999 a otto anni dalla morte dell'eccentrico attore Klaus Kinski, Herzog ripercorre il tormentato rapporto lavorativo e personale con l'artista nel documentario Kinski, il mio nemico più caro (Mein liebster Feind - Klaus Kinski), intervistando le persone a lui legate e rivisitando i luoghi a loro connessi come la pensione in Elisabethstraße, in cui il regista allora dodicenne e l'attore si incontrarono per la prima volta. Dello stesso anno è il film Gott und die Beladenen.

  Dal 2000 ad oggi

Nel 2001 Herzog torna alla fiction con Invincibile, ambientato nella Germania nazista e interpretato da Tim Roth. La critica lo accoglie molto tiepidamente, definendolo "televisivo".

Vengono accolti benissimo invece i documentari successivi: Kalachakra, la ruota del tempo (2003), Il diamante bianco (2004), e soprattutto la "fantasia fantascientifica" L'ignoto spazio profondo e il premiatissimo Grizzly Man, entrambi usciti nel 2005. Nel 2007 con una troupe di due persone (tra cui lui stesso) gira in Antartide il documentario Encounters at the End of the World, un altro successo di critica dalla distribuzione pressoché nulla.

Dal 2000 Herzog vive a Los Angeles con la compagna fotografa Lena Herzog e la vicinanza al mondo Hollywoodiano favorisce una serie di collaborazioni nei film degli ultimi anni, come già era stata quella di Tim Roth per Invincibile. Nel 2004 Herzog interpreta se stesso in Incident at Loch Ness, parodia del suo cinema che incontra il mondo di Hollywood. Nel 2005, a Los Angeles, durante un'intervista all'aperto con il giornalista della BBC Mark Kermode, viene colpito al basso ventre da un anonimo cecchino. Herzog decide, malgrado le proteste del giornalista, di continuare normalmente l'intervista, limitandosi a dire "It's not a significant bullet" (frase divenuta in seguito un tormentone tra i fan del regista).[15]

Nel 2006, invece, Christian Bale accetta il ruolo di Dieter Dengler, il che permette una produzione di alto livello per L'alba della libertà (Rescue Dawn), versione fiction del documentario Little Dieter Needs to Fly.

Nel 2008 invece sono Nicolas Cage e Eva Mendes a recitare per Herzog in Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans, sorta di remake de Il cattivo tenente (1992) di Abel Ferrara, che crea molte polemiche. Nel 2009, prima ancora che il film venga presentato, Herzog ne realizza un altro con un budget minore ma con personalità di alto livello: tra i produttori figura David Lynch, e il cast è composto da Michael Shannon, Willem Dafoe, Chloë Sevigny e Grace Zabriskie. Il film, My Son, My Son, What Have Ye Done viene presentato al festival di Venezia insieme a Il cattivo tenente. È la prima volta che un regista partecipa in concorso al festival con due film diversi. Ai due film viene dato abbastanza risalto ma non vincono nessun premio e vengono accolti in modi molto diversi dalla critica, ma senza esaltare quasi nessuno.

In concomitanza con la presentazione dei due film Herzog annuncia la nascita della sua scuola di cinema: la Rogue Film School. Il regista - che si è sempre detto contrario alle tradizionali scuole di cinema - ha strutturato la sua scuola in una serie di seminari della durata di un weekend che egli tiene personalmente in giro per il mondo a intervalli irregolari, per un massimo di 65 partecipanti selezionati ogni volta[16].

Nel 2010 Herzog è presidente della giuria del Festival di Berlino, mentre nel maggio dello stesso anno interpreta se stesso nella prima puntata della terza stagione della serie animata The Boondocks. Nello stesso anno realizza Cave of Forgotten Dreams, un documentario in 3D riguardo alla Grotta Chauvet, in Francia, nella quale sono stati rinvenuti antichi dipinti rupestri.

A marzo 2011 compare come ospite in una puntata dei Simpson. Afferma che quando gli è stata proposta questa collaborazione non sapeva nemmeno che si trattasse di un cartone animato ma pensava fosse solo un fumetto[17].

A settembre dello stesso anno presenta Into the Abyss, documentario in cui racconta le storie di alcuni detenuti nel braccio della morte. Del film esiste anche una versione estesa a puntate per la TV, intitolata Death Row.

  Progetti futuri

Il 3 aprile 2008 è stato annunciato[18] che Werner Herzog dirigerà il film The Piano Tuner, tratto dall'omonimo romanzo del 2002 di Daniel Mason (in Italia L'accordatore di piano, edito da Mondadori). La casa di produzione è la statunitense Focus Features e la sceneggiatura, originariamente scritta da Peter Buchman (sceneggiatore, tra l'altro, di Jurassic Park III e Eragon) sta venendo riscritta dallo stesso Herzog.

Nel dicembre 2011 Herzog riceve il premio alla carriera del Dubai International Film Festival. In questa occasione afferma di sentirsi solo a metà della sua carriera e che ha in progetto un film sulla vita di Gertrude Bell che potrebbe essere realizzato proprio a Dubai[19]. Per il ruolo principale del film, il cui titolo provvisorio è Queen of the Desert, è stata presa in seria considerazione Naomi Watts[20].

Inoltre Herzog ha in programma un documentario "stilizzato" sui vulcani da girare in IMAX in collaborazione con il vulcanologo Clive Oppenheimer, conosciuto durante le riprese di Encounters at the End of the World, e un biopic sul fotografo di moda tedesco Helmut Newton, su richiesta della vedova di quest'ultimo[21].

  La famiglia

Herzog ha due fratelli e una sorella. Tilbert, il fratello maggiore, lavora nella finanza ed è un importante dirigente a livello internazionale; Lucki, il fratello minore, è a capo della Werner Herzog Filmproduktion; Sigrid, la sorella, è un'insegnante di recitazione[22].

Herzog si è sposato tre volte e ha tre figli. Nel 1967 Herzog sposò Martje Grohmann, un'omeopata, dalla quale ebbe un figlio nel 1973, Rudolph Amos Achmed Herzog, oggi anch'egli regista. Nel 1980 ebbe una figlia, Hanna Mattes, dalla relazione extra-coniugale con l'attrice Eva Mattes, che aveva recitato in La ballata di Stroszek (1977) e in Woyzeck (1979). Nel 1987 divorziò dalla Grohmann e sposò Christine Maria Ebenberger, dalla quale nel 1989 nacque Simon David Alexander Herzog. Nel 1995 Herzog conobbe l'allora venticinquenne fotografa russa Lena Pisetski (oggi Lena Herzog) e si trasferì negli Stati Uniti. Si sposarono nel 1999 e oggi vivono a Los Angeles, nella zona di Laurel Canyon.

  La scuola, il cinema e le scuole del cinema

Per Herzog il Cinema nasce da un rapporto diretto e fisico con la realtà, nelle sue interviste sprona a muoversi camminando, a imparare le lingue, lavorare. In "Incontri alla fine del mondo" dice

« Sono convinto che quel che ci impongono di imparare a scuola venga dimenticato nel giro di un paio d'anni. Ma ogni cosa che impari per placare la tua sete non la dimentichi mai. »

 

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